Rinascita di una Museo
Il Museo delle Cere anatomiche Luigi Cattaneo “rinasce” con la fusione di due
preesistenti strutture museali accolte negli Istituti di Anatomia umana e di
Anatomia patologica. Il Museo di Anatomia umana fu riscoperto e rinnovato agli
inizi degli anni settanta da Luigi Cattaneo (1925-1992), Professore di Anatomia
e cultore di scienza e di arte.
Esso
comprendeva opere in cera di Ercole Lelli, dei coniugi Giovanni Manzolini e Anna
Morandi, del fiorentino Clemente Susini e di altri ceroplasti
bolognesi, fra i quali Guseppe Astorri e Cesare
Bettini; opere che furono in gran parte restaurate da Francesco Sabattini,
tecnico dell’Istituto. Il Museo godette di uno straordinario successo di pubblico
ed essendo integrato con altri Musei settecenteschi divenne oggetto di pregevoli
studi e di pubblicazioni.
Il Museo di Anatomia Patologica, istituito nel 1804, fu riordinato e valorizzato
negli anni ottanta da Paolo Scarani, Docente di Anatomia patologica
ed esperto di Storia della Medicina. Comprendeva una ricchissima raccolta di 1950
preparati a secco e modelli in cera realizzati dagli stessi ceroplasti Astorri
e Bettini e da altri ceroplasti minori.
L’occasione per una fusione dei due Musei si è venuta a creare alla fine degli anni novanta, quando il nucleo più antico di cere settecentesche comprendenti le opere del Lelli e dei coniugi Manzolini venne trasferito dall’Istituto di Anatomia umana alle originarie camere anatomiche dell’Accademia delle Scienze. Questo notevole impoverimento del Museo anatomico non si rivelò tuttavia particolarmente negativo perché si fece strada, da allora, l’idea che sarebbe stato possibile ripercorrere nelle sale museali dell’Istituto di Anatomia umana il periodo storico Ottocentesco, unendo il Museo anatomico normale a quello patologico, così come era organizzato sotto la direzione di Francesco
Mondini (1786-1844) e di Luigi Calori (1807-1896).
Questo periodo era caratterizzato dal progressivo orientamento degli studiosi dell’Anatomia verso le malformazioni congenite e i casi patologici in genere. La chiamata di Cesare
Taruffi (1821-1902) all’insegnamento della Anatomia patologica, Cattedra istituita a Bologna nel 1859, diede uno straordinario impulso alla creazione di modelli museografici di morfologia patologica.
E’ significativo in particolare che gli stessi modellatori di cere anatomiche fossero allora al servizio sia di Professori di Anatomia normale che di Anatomia patologica. Erano molto spesso anche autori di tavole illustrative delle pubblicazioni scientifiche.
All’attuale Museo è stata data una nuova interpretazione nella presentazione dei modelli in cera mettendo in luce l’iter scientifico che portava alla loro realizzazione.
Il docente-ricercatore svolgeva approfondite ricerche morfologiche e strutturali su preparati anatomici normali o patologici e raccoglieva casi di anomalie o malformazioni congenite. Segnalava alla comunità scientifica i risultati della propria ricerca con una pubblicazione scientifica corredata della documentazione iconografica a stampa. Conservava nel proprio laboratorio di ricerca, oltre al peparato a secco, il modello in cera riproducente con impareggiabile veridicità l’aspetto reale del caso analizzato. Un modus operandi che era d’altra parte comune a molti studiosi dell’Università bolognese dell’Ottocento.
Così rinasce il Museo delle Cere Anatomiche dedicato a Luigi Cattaneo, che riscoprì e
valorizzò un tesoro nascosto fra le pieghe di un’epoca storica, gli anni settanta,
in cui poca attenzione era rivolta ai valori del passato, stimolando l’impegno
di quanti lo conobbero e condivisero e apprezzarono le sue iniziative.

Iniope: modello in cera, preparato a secco e scheletro